sabato 10 maggio 2008

Se esistono i fans club di Paris Hilton perchè non può esistere il governo ombra di Veltroni?

Esistono rispettabili associazioni bocciofile, ferventi gruppi parrocchiali, fans club di Paris Hilton. Non si capisce perchè non dovrebbe avere una sua dignità anche un governo ombra del Pd.

Sarà stata certo questa la motivazione che ha spinto Walter Veltroni a raccogliere attorno a sè gli altri sconfitti cercando una legittimazione mediatica che le urne e il destino cinico e baro gli hanno ingiustamente negato.

Certo non è stato un bel gesto quello di Massimo D'Alema che si è defilato negando a questa allegra combriccola di pensionati governativi il suo apporto di simpatia e intelligenza.
Però Walter, che fondamentalmente è un buono, non se l'è presa più di tanto.

D'altra parte il materiale umano che il premier ombra aveva a disposizione era di primissima scelta: gente come il pensoso Piero Grissino, tornato precipitosamente dal Darfur con il suo inarrivabile pallore lunare per dare il suo apporto a questa splendida avventura, Marco Minniti con una scicchissima espressione da malato terminale, una sexissima Maria Pia Garavaglia destinata dalla roulette russa veltroniana a insidiare Mariastella Gelmini. Come diceva il grande Totò: c'è chi può e chi non può. Loro può.

Qualche perplessità è sorta fra i partecipanti alla "Associazione Dilettantistica Governo Ombra del Pd" quando Walter ha preteso per Vittoria Franco, ombra della "Pari Opportunità" Mara Carfagna, un taglio fresco e scalato in stile casalinga-di-Voghera.
Ma il premier ombra è stato irremovibile: l'immagine è tutto, meglio apparire che essere.
Così come ha vinto le elezioni, Walter ha azzeccato pure questa scelta. Il risultato lo potete vedere da voi. Basti dire che i giornalisti di Bild si sono ripetutamente scusati con la Franco per aver messo al suo posto in copertina Mara Carfagna. Ma Walter, che è di una bonta infinita, li ha perdonati.

Nessun problema, invece, per il ministero dell'Ambiente: la scelta di Walter è stata talmente oculata che nella foto a specchio presentata dal Corsera - da una parte la "femmena" Stefania Prestigiacomo, dall'altra il femmineo Ermete Realacci - neanche Rocco Siffredi sarebbe riuscito a distinguere chi aveva le tette e chi no.

Nessun commento: