ietro fatica ad accettare l'idea di essere stato sconfitto alle elezioni e spedito a casa dagli italiani. Certo è duro non essere più sotto i riflettori, ma uno se ne deve pur fare una ragione. Una stagione è finita, per fortuna. L'arroganza di chi pensava di vivere di rendita per tutta la vita sul suo passato di giustiziere in toga è, grazie a dio, archiviata.La lezione di democrazia è un boccone amaro da mandare giù per uno come l'ex-pm che si sentiva un padreterno: gli italiani hanno deciso che Berlusconi governa, Di Pietro no.
Ma, appunto, Di Pietro sembra non essersi accorto dello Schiaffone Democratico ricevuto. E pensa di potersi ancora permettere i toni di un tempo: "Il primo banco di prova del nuovo governo sarà sui temi della giustizia e della sicurezza - avverte con toni intimidatori - Con il nome del ministro della Giustizia capiremo quale sarà l'impegno su quel campo. Vogliamo sapere se si vuole zero tolleranza per i poveri cristi e piena tolleranza per i potenti di Stato e i colletti bianchi".
Di Pietro vuole sapere....
Forse qualcuno dovrà spiegargli, prima o poi, che non è lui a dettare nè il nome dei ministri, nè le regole del gioco, nè l'agenda del governo.
Quanto agli annunci di "iniziative legislative e referendarie per risolvere il conflitto di interessi", forse lo Sconfitto dovrebbe guardare in casa propria http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=241605
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