
Sarà stata certo questa la motivazione che ha spinto Walter Veltroni a raccogliere attorno a sè gli altri sconfitti cercando una legittimazione mediatica che le urne e il destino cinico e baro gli hanno ingiustamente negato.
Certo non è stato un bel gesto quello di Massimo D'Alema che si è defilato negando a questa allegra combriccola di pensionati governativi il suo apporto di simpatia e intelligenza.

Però Walter, che fondamentalmente è un buono, non se l'è presa più di tanto.
D'altra parte il materiale umano che il premier ombra aveva a disposizione era di primissima scelta: gente come il pensoso Piero Grissino, tornato precipitosamente dal Darfur con il suo inarrivabile pallore lunare per dare il suo apporto a questa splendida avventura, Marco Minniti con una scicchissima espressione da malato terminale, una sexissima Maria Pia Garavaglia destinata dalla roulette russa veltroniana a insidiare Mariastella Gelmini. Come diceva il grande Totò: c'è chi può e chi non può. Loro può.
Qualche perplessità è sorta fra i partecipanti alla "Associazione Dilettantistica Governo Ombra d
el Pd" quando Walter ha preteso per Vittoria Franco, ombra della "Pari Opportunità" Mara Carfagna, un taglio fresco e scalato in stile casalinga-di-Voghera.Ma il premier ombra è stato irremovibile: l'immagine è tutto, meglio apparire che essere.
Così come ha vinto le elezioni, Walter ha azzeccato pure questa scelta. Il risultato lo potete vedere da voi. Basti dire che i giornalisti di Bild si sono ripetutamente scusati con la Franco per
aver messo al suo posto in copertina Mara Carfagna. Ma Walter, che è di una bonta infinita, li ha perdonati.Nessun problema, invece, per il ministero dell'Ambiente: la scelta di Walter è stata talmente oculata che nella foto a specchio presentata dal Corsera - da una parte la "femmena" Stefania Prestigiacomo, dall'altra il femmineo Ermete Realacci - neanche Rocco Siffredi sarebbe riuscito a distinguere chi aveva le tette e chi no.





