Morassut, che
ha già avuto modo di dimostrare le sue eccezionali capacità di amministratore pubblico (tanto eccezionali che i romani, per riconoscenza, lo hanno mandato a casa assieme a Rutelli e a Veltroni) fa la lezioncina e il pistolotto morale al nuovo sindaco di Roma, Gianni Alemanno, "colpevole" di aver detto che saranno i cittadini romani a decidere con un referendum se la teca di Meyer dovrà essere smontata e portata in periferia per liberare dall'orribile gabbia l'Ara Pacis: "Voglio ricordare ad Alemanno che l'urbanistica e l'architettura non si fanno con l'ideologia ma con la saggezza e l'equilibrio di una sana visione culturale bla bla bla..."Ora....vedere un amministratore della giunta Veltroni salire sul banco da primo della classe e "ricordare" ad Alemanno che "l'urbanistica e l'architettura non si fanno con l'ideologia" fa, francamente, scompisciare dalle risate.
Quanto all'equilibrio, hanno ragione: Rutelli, Veltroni e le loro giunte, quando si è trattato di urbanistica, sono stati equilibratissimi: hanno accontentato tutti i grandi costruttori. Apparecchiandogli a tavola con la tovaglia di lino e le posate d'oro in maniera che nessuno restasse senza la sua bella fetta di torta.
La sinistra e, ancora più in particolare la sinistra veltronian-rutelliana ha fatto dell'urbanistica e dell'architettura solo un esercizio retorico in nome e per conto dell'ideologia.
L'ideologia - ma anche una demagogia spinta fino al populismo più estremo e ruffiano - è stata la cifra che ha caratterizzato sempre gli interventi delle giunte di sinistra a Roma. Che hanno aperto la borsa comunale (cacciandone fuori i nostri soldi) per foraggiare gli architetti ideologizzati e i loro esperimenti ideologici-sociologici mascherati da interventi culturali compiuti sulla pelle dei cittadini.
Cos'è il sa
rcofago di Meier se non ideologia? Cos'è la nuvola di Fuksas, l'archideologo per eccellenza, se non ideologia? E - per toccare una ferità aperta nella vanità della sinistra - cos'è l'orribile serpentone di Corviale se non ideologia allo stato liquido?Negli anni '70 chi studiava architettura a Roma se li ricorda bene i comizi spacciati per lezioni che i baroni rossi (spacciati per docenti) tenevano nelle aule di valle Giulia e Fontanella Borghese spacciando (sempre qui siamo) il catafalco di Corviale per un'opera di altissimo valore sociale.
Quella, ha ragione Morassut, non era ideologia: era l'Icona dell'Ideologia.
E su quella scia la sinistra ha amministrato architettura e urbanistica in chiave ideologica fino a poche ore fa. Fino a quando non è stata cacciata dal Campidoglio.
Pareggiati i conti elettorali, a Morassut resta la lezione di democrazia impartita da Alemanno: decideranno i cittadini romani con un referendum. Non i vischiosi grumi di poteri forti che hanno governato fino a ieri.







